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CARDIOPATIE 🫀E ZUCCHERO

a cura di ActionMax
Ultima modifica 6 mesi fa

Parliamo oggi di cardiopatie, quindi il protagonista della discussione è di solito il colesterolo, quindi il grasso. 

Si è scoperto però che la metà delle persone che soffrono di infarto hanno livelli di colesterolo normali. 

  • Relazione tra glicemia a digiuno e rischio di infarto: Anche se la glicemia a digiuno può essere normale, i picchi di glucosio possono comunque aumentare il rischio di infarto. Questi picchi possono essere causati da variazioni nella dieta, stress, o dallo stile di vita. È importante monitorare e gestire i livelli di glucosio nel sangue per ridurre il rischio di complicanze cardiovascolari.

🫀 Oggi sappiamo che le patologie cardiache sono favorite, da un tipo specifico di colesterolo: lipoproteine a bassa densità (LDL) pattern B. 

  • LDL Pattern B: Le lipoproteine a bassa densità (LDL) sono comunemente divise in due pattern: A e B. Le LDL pattern B sono più piccole, dense e possono essere più suscettibili alla ossidazione e all’accumulo nelle pareti dei vasi sanguigni, contribuendo al rischio di patologie cardiache. Le LDL pattern A, invece, sono più grandi e meno dense, considerate meno dannose per la salute cardiovascolare.
  • Proteina C-reattiva (PCR): La proteina C-reattiva è un indicatore di infiammazione nel corpo. I livelli elevati di PCR possono essere associati a un aumento del rischio di malattie cardiache e altri disturbi infiammatori. La misurazione dei livelli di PCR può essere utile nella valutazione del rischio cardiovascolare, molto di più del quantitativo di colesterolo.
  • Rapporto trigliceridi/HDL: Il rapporto trigliceridi/HDL è un altro indicatore utilizzato per valutare il rischio cardiovascolare. Livelli elevati di trigliceridi e bassi livelli di colesterolo HDL sono associati a un aumento del rischio cardiovascolare. Un rapporto trigliceridi/HDL inferiore a 2 è generalmente considerato ottimale per la salute cardiovascolare.🫀 

Per abbassare il colesterolo si usano le Statine:

Per rendere il tutto più problematico, le statine, usate per aiutare la riduzione di colesterolo riducono le LDL pattern A, ma non quelle pattern B (quelle dannose).

È per questo motivo che tali farmaci non abbassano il rischio di subire il primo infarto.

Ancora una volta, il glucosio, il fruttosio sono la chiave per capire il problema. 

  • Passiamo all’insulina: quando è troppo elevata, il fegato inizia a produrre colesterolo LDL pattern B. 
  • Infine, quando il colesterolo è ossidato (avviene in presenza di livelli elevati di glucosio, fruttosio e insulina), si incastra sotto le pareti dei vasi sanguigni e resta lì, causando man mano l’infarto.
  • In conclusione:

Mantenere i picchi glicemici più piatti possibili può salvare la Vita.

Il vostro ActionMax

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